Sacrificio. Sacrificio. Sacrificio. Sacrificio.
Non è che avessimo molto da dire, ce ne rendevamo conto. Gonzo bastardi in viaggio senza una vera e propria meta, scarrozzando la vettura sostanzialmente da una pompa di benzina all’altra. Eravamo pronti a questo cozzare di punto in punto, svogliatamente, riempiendo i silenzi dell’abitacolo con fumi e delirii poco raccomandabili.
Il governo era caduto, e la mia compare con lui: nubi nere le avvolgevano la testa, lo sguardo si era stretto in un’espressione rabbuiata e preoccupata; e anche io, nonostante le ultime rosse che mi ero sparato, mi sentivo angosciato nel profondo.
Il problema, mi trovai a pensare in uno sprazzo di lucidità ampio quanto le chiappe di un colibrì, non era la paura in sé del ritorno di un imprenditore pappone, "vecchia" conoscenza di questo paese. No. Era la delusione bipartizan (che a loro piace tanto parlare con questi termini per pochi eletti, no pun intended) di non vedere soluzione a un carro di facce rugose, smorte e prive di qualsivoglia effettiva passione politica, asservite in un gioco di specchi che continui, di fatto, a confondere l’elettore sulla reale esistenza di un’ala sinistra e di un’ala di destra della politica italiana. Le droghe mi avevano liberato da tempo dalla stretta di tale illusione, e lo spettacolo non era dei migliori, adesso…
Mentre l’attimo di lucidità si affermava, continuai nelle mie elucubrazioni di delusione: sarebbe stata prevista una pastetta di governo, a quanto pare, un tentativo scialbo di riciclo che ha la mia unica e personale, ma ancora remota, consolazione nel fatto che dovrebbe tenere l’uomo basso lontano dallo scranno maximo del potere, almeno per qualche altro mese.
E noi, qui, in questa macchina, pur non essendo una coppia di fatto ma, come avrete capito, una coppia di fatti, siamo alquanto delusi, che poi è una parola eufemistica, nel veder scomparire di nuovo i Di.Co. dal "programma" di governo. O dal veder il fantasma di Follini che si avvicina per dare sostegno. O dalla chiesa che, a quanto pare, l’ha avuta di nuovo vinta. Ma dei porporati ci occuperemo, non temete.
Insomma, qui si è parecchio parecchio parecchio delusi, e non parlo per le coalizioni, parlo di politica nel senso di ampio respiro, un sistema fatiscente, irresponsabile e stantio dove persino la coca che gira, sarei pronto a giurarlo, è sovrapprezzata rispetto alla sua effettiva qualità.
Torniamo a votare, per favore, fatemi imbucare per la prima volta una bella e linda scheda bianca.