Sembrava ci fosse una strana distorsione fluttuante per l’intero territorio nazionale, una gigantesca piovra catodica decisa a imprigionare nelle sue spire la stragrande maggioranza della cittadinanza munita di televisore.
Gli altri, quelli privi del gravoso peso di un canone Rai, sarebbero stati assimilati attraverso stampa, internet, lanci di agenzia, radio…. Chiunque avrebbe presto saputo ogni cazzo e ogni mazzo uscito dal sempiterno Teatro Ariston.
Il Piccolo Squalo Rosso, purtroppo, non sarebbe stato risparmiato, essendo dotato di un’autoradio sfortunatamente difettosa, resa rincoglionita da centinaia di sobbalzi, buche, giunti di dilatazione e accelerazioni fulminee; così, mentre io e la silente Dottoressa Gonzo stavamo valutando l’entità delle gradazioni di violetto che le droghe stavano facendo esalare dalle bocchette dell’aria condizionata, a tutto volume proruppe nell’abitacolo la diretta della finale della kermesse nazionalpopolare.
Il sottoscritto, qui, si dichiara contento del destino del fulminato Cristicchi, triplice successo di giuria, critica e pubblico. Credo se lo sia meritato fino all’ultimo istante, e credo si meriti molto altro in un panorama musicalmente disastrato come quello italiota. Gli auguro di non essere trattato superficialmente, è già qualcosa in questo paese.
Il sottoscritto, sempre seduto qui, si dichiara tuttavia molto perplesso sul vincitore di SanRemo giovani. No, accantoniamo da subito eventuali polemiche su "è un testo retorico / non è un testo retorico", il problema è che mentre l’autoradio vulcaneggiava lapilli di cotal successo io riuscivo solo a pensare due cose:
"Il mio nome è mai più" e "Zombie", dei Cranberries.
Ecco, mischiate insieme.
E sono anche notevolmente convinto che non sia stato uno scherzo delle Pillole…