“Bah, che tu lo dica in serbo o in croato cambia poco. Un tempo era un’unica lingua…”

Mescaline si girò su un fianco, ciondolò semi cosciente, in sequenza aprì e chiuse gli occhi un paio di volte, mise finalmente a fuoco.

“Certo, chiaro che se tu scrivessi la stessa frase in serbo e in croato la differenza sarebbe catastrofica. Cirillico vs. latino, questo è il dilemma. Come dire Vodka o vino. Son problemi. Puoi sempre traslitterare e rendere i due alfab…”

Etere la osservava allibito attraverso il parabrezza, ringraziando mentalmente per l’esistenza di una qualche barriera tangibile tra sé e quel bizzarro esempio umano che stava dall’altra parte, troppo strano per vivere, troppo raro per morire.

Mescaline si era fermata a metà frase ancora non del tutto sicura dell’avvenuto passaggio mondo onirico - mondo reale. Rovistò nel suo scatolone senza nemmeno girarsi, semplicemente lasciando che l’arto intorpidito smanettasse cieco tra i contorni, le forme e le propaggini del misterioso mondo alle sue spalle. La mano riemerse tronfia e carica di uno spesso tomo verdone.

“Luce, mi serve la luce”

Etere strisciò sul parabrezza, rotolò sul muso dello Squalo e atterrò con un tonfo sordo sull’asfalto, perfettamente in piedi, giusto in tempo per vedere che qualcuno, dentro la macchina, aveva rintracciato una candela votiva e l’aveva accesa.

“L’uomo santo!”
“Lui sì che ci darà la luce che ci serve, dannazione!”

Mescaline inclinò il malcapitato candelotto di santità sul cruscotto, lasciò colare la cera e lo fissò su uno dei mille “off the pigs” rimasti.

Etere prese posto, ancora sconvolto dal repentino e inaspettato risveglio della collega

“Cazzo, credevo dormissi.”
“Io? Mai. Io sonnecchio. Comunque, in questa merda di dizionario, non c’è Blogger. Il resto della frase è ovvia. Ma con Blogger abbiamo un problema. Dici che è un segno?”

Detto questo scribacchiò sull’ultimo scontrino dell’alimentari un paio di frasi in alfabeti noti e ignoti, lo porse ad Etere bofonchiando:

“Questo vedi di non fumartelo.” ***

Soffiò sulla candela, tirò dietro di sé il dizionario e si appallottolò sul sedile riassopendosi nel tempo di un battito di colibrì.

“Mescaline?”
“Hmmm… the Sims….”
“Cosa?”
“Challenge everything…”

 

*** Siamo riusciti ad entrare in possesso di detto scontrino che recita, testualmente:

"Per tua comodità scrivo la versione traslitterata. Dubito riusciresti a leggere il cirillico, nemmeno sotto acido.
Serbo: Mesar koji pise poezije definise se kao pesnik.
Drzavni sluzbenik koji ima blog definise se kao bloger.

Croato: Mesar koji pise poezije definise se kao pjesnik.
Drzavni cinovnik koji posjeduje blog definise se blogger."