Era tornato, dopo avere tolettato lo Squalo a dovere, giusto per dire - bofonchiare - che aveva affari urgenti da sbrigare altrove. Lontano. Tanto lontano da fottersi il mezzo di locomozione. Non che me ne sarei fatta chissà cosa, senza chiavi. E le chiavi le aveva al collo. Simpatico come una manciata di lame per l’esofago.
Ciò non toglie, signori, che questo spazio fosse diventato indiscutibilmente, inappellabilmente, intollerabilmente, mio per un paio di giorni.
Me I figure as each breath goes by
I only own my mind […]
I know I was born and i know that I’ll die
The in between is mine
I am mine
Ricordo che approfittai immediatamente della ghiotta occasione. Le facilities di cui era dotata la nostra regale stanza erano ben lungi dall’essere state opportunamente testate. Cominciai dalla filo-diffusione. In primis, cercai la fessura che mi desse accesso all’HQ del sistema. Strisciai a palme aperte per mezzo perimetro della stanza, finché non notai, beffarda, la sottile luce pulsante che mi indicava ghignando l’ingresso cercato. Tastai intorno, approssimativa come un’adolescente alle prime armi ingrovigliata in sessioni di petting al buio, nell’ansia svilente di schiacciare il pulsante -invisibile- dell’autodistruzione o quello, ben più doloroso, che avrebbe chiamato, per direttissima, la volante della polizia messa a disposizione dall’hotel per i clienti più facoltosi. Dannazione. Un doppio fruscio, inaspettato, evitò all’ignara fessura lo stupro di lame e coltelli. Aprì le gambe senza fiatare, mi mostrò tutto l’intricato mondo di fili e cavi che la legava alla corrente. Mi fece scegliere, pulsando ammiccante in luci soffuse, come volevo farlo, come volevo usarla per sentire musica, insomma. Le posai addosso, nell’apposito scranno, i miei 30 Gb di bianca perfezione video-acustica. Srotellai avanti, srotellai indietro, staccai le cuffie e feci partire l’On the go.
[…] per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità […]
De Andrè proruppe roco e vibrante come sempre. Lo feci mio, come il resto della stanza, aumentando i decibel. Andai in punta di piedi fino alla Zona bagno. Chiamarlo semplicemente bagno era limitante. Era, piuttosto, il sogno lussurioso dei 5 migliori designer di cessi che io avessi mai potuto immaginare. Ovviamente, la mia amica Filo-diffusione mi seguiva paziente ronzando materna sopra di me.
[…] Shiny, shiny, shiny boots of leather
Whiplash girlchild in the dark
Comes in bells, your servant, don’t forsake him
Strike, dear mistress, and cure his heart
Downy sins of streetlight fancies
Chase the costumes she shall wear
Ermine furs adorn the imperious
Severin, Severin awaits you there […]
Abbassai le luci, scesi i gradini della vasca smuovendo sbuffi di vapore intorno. Lasciai deliberatamente una scia di vestiti. Era il mio regno per un paio di giorni, non riuscivo a dimenticarmene. Dunque, nel silenzio composto del mio liquido immergermi, raccattai il Martini extra dry e la pila di fogli che mi ero faticosamente trascinata dietro. Sfilai dai capelli la penna rossa. Il muccetto si sciolse. ‘Fanculo‘, pensai, ‘vi bagnerete, ma la penna mi serve.’ Dovevo continuare a lavorare. Nonostante tutto. Il viaggio, la corrente ascendente e gli acidi fin nel midollo. Avevo delle scadenze da rispettare. E correggere i libri altrui è una di quelle cose che più rimandi peggio è. Soprattutto quando cominci a percepire netto il confine che divide lo Scribacchino Illuminato dal Cazzone Caga Inchiostro.
Жил-был на свете Антон Городецкий,
Бросила жена, он грустил не по-детски.
Пришёл к колдунье: "А ну-ка наколдуй мне!"
"Легко, мой хороший, только хлопну в ладоши,
И жена вернётся, от того отвернётся,
И маленькая жизнь внутри неё оборвётся."
Но вдруг налетели на ведьму тени
Привидений, говорят: "Не бывать преступленью"
Ну что же ты, что ты потупила взор?
Сдавайся, ведьма – «Ночной Дозор».
[# He’s gone OST: I Am Mine, Pearl Jam; Smisurata Preghiera, De Andrè; Venus in Furs, Velvet Underground; Ночной Дозор, Уматурман (Night Watch, Umathurman); Transatlanticism, Death Cab for Cutie]