"Apri questa stracazzo di porta! Aprilaaa!"

Martellavo la porta rosa spinto da una mostruosa necessità di barricarmi all’interno della stanza e gettarmi sul letto praticamente privo di sensi, per recuperare le ore di sonno arretrate.
L’aver lasciato la chiave a Mescaline rendeva l’accesso alla suite un discreto problema.
Cristo, dove s’era cacciata? Aveva riempito la vasca di sostanze illecite e alcol, di nuovo? L’avrei trovata impiccata a una collezione di festoni di addio al celibato opportunamente annodati a guisa di cappio?

"Sono a pochi secondi dal fracassare quest’inutilissimo strato di legno verniciato, ad ogni modo io entrerò, Mescaline! Non voglio farti del male, promesso! Ora io entro e semplicemente ti spacco quella testol… Sono il lupo cattivo… Vuoi che faccia p… Wendy…?"

Un momento.
La situazione stava precipitando, un orribile deja-vu si spandeva dietro i miei occhi. Ero ancora me stesso? Per quale motivo desideravo ardentemente un’accetta?

Comunque, mentre bussavo in preda a un ribollire di erbe nella mia scatola cranica, si avvicinò una distinta coppia di anziani coniugi. O erano una coppia di cugini. O fratello e sorella. Mio dio, l’incesto, non era sanzionato?

"Ehm… Mi scusi, le serve qualcosa?"
"Come?" feci io con un certo stupore. Gentilezza gratis da estranei? Possibile? Era una trappola?
"Quella è… La nostra stanza, è la 186… C’è qualche problema?"

Guardai il mio braccio destro, dove avevo "tatuato" il numero della camera. 186. Un momento. Ero sfatto, ero svaccato sul letto quando lo scrissi… Contorsi il braccio e il busto fino a orientare correttamente il promemoria: era 981.
Ok, riprendi in mano la situazione, non insospettirli.

"A… Err… Sì, certo, non preoccupatevi, la vostra porta è sicura, solida, perfetta. Sono… Err… L’agente Brimstone, servizio controllo porte, facevo solo la mia ronda periodica… Tutto in regola, complimenti!"

"Sssì… E le urla e gli insulti erano altrettanto necessari?"

"Assolutamente! La verifica dell’insonorizzazione è importante, ma per fortuna la nostra strumentazione non ha rilevato problemi a riguardo… Porte così oggi non le fanno mica più, sa… Anzi, se permettete, gentili signori, ho un sacco di lavoro arretrato da togliermi, su… Al nono piano… Arrivederci!"

Camminai a grandi passi verso il primo ascensore, sperando non si accorgessero dei rivoli di sudore nervoso che colavano dalle mie tempie. Me l’ero quasi cavata.

Il supersonico scatolo ascendente mi mollò a pochi metri dalla suite; mi avvicinai pacato alla porta e stavolta bussai delicatamente. Mescaline spalancò la porta in vestaglia, lo sguardo a metà tra il trasalito e il nevrotico, con un sorriso stirato e gli occhi vagamente preoccupati.

Tutto normale, quindi.

Mi chiusi alle spalle la porta, mentre lei raccattava vestiario in giro e mal celava fastidio per il mio ritorno. Sembrava arrivata da poco, avrà folleggiato in mia assenza? Mah, almeno uno dei due se l’era spassata, nel caso.

Anyway, dovevamo fare i preparativi: eravamo a un paio di rintocchi dall’Evento e c’erano da decidere un po’ di cose, selezionare le misture di stupefacenti più adatte, pensare al da farsi: una sorta di training autogeno prima di immergerci in questo nuovo, curioso, campo di "studio".

Ci scambiammo un paio di battute rarefatte, prima che io perdessi i sensi sul materasso ad acqua e recuperassi almeno una parte delle ore di sonno mancate al volante del Piccolo Squalo Rosso.
Credo mi sarei dovuto fare una doccia, quantomeno. Sì, forse sarebbe stato il caso…