Di perdite, di crescite, di vuoti, di voci

Non sono bravo con i coccodrilli, e comunque credo che ci siano persone estremamente più indicate di me per parlare dell’argomento. Tuttavia.
Non ho conosciuto Franco Carlini (qui sopra una foto del suo sosia™), l’ho solo visto una volta di sfuggita. Un sorriso, e via, una voce tabaccosa e profonda, non trascinata, vivace.
Ma non voglio parlare davvero di lui, poiché non mi sento di poterlo fare. Sicuro ha dato molto, e fatto molto, e smosso altrettanto nelle coscienze di chi in rete ci vive e lavora, di chi la rete la pensa, prima di navigarla. E non solo per la rete ha dato e fatto e scritto molto.
Ciò a cui brevemente voglio pensare è una frase che è stata detta da un amico, in un suo post. Ossia che Franco Carlini lascerà un vuoto incolmabile. E’ vero, la sua persona lo farà.
Ma non possono essere le sue idee e i suoi pensieri a farlo, il loro vuoto dovrà esser colmato.
Da altre menti, da altri giovani, da altre idee. Bisogna crescere, nessun vuoto dovrà restare tale.
Perché, se così fosse, la nostra crescita, la nostra cultura, rimarrebbe segnata solo da mancanze rimpiante.
Come un mobile tarlato.
Raccogliamo il testimone e continuiamo a crescere.
Farewell.