Ore 17:00 e qualcosa
Arriviamo, dribbliamo, superiamo di gran carriera. I saliscendi di Frisco non ci impauriscono, lo Squalo si impenna e cabra come un cormorano etiloide. Di qua, di là, Mescaline si sbraccia, tentando di interpretare la cartina stradale. Sarebbe più semplice se la smettesse, almeno ora, di strapparne rettangolini per rollarli con dovizia. Le quantità di tabacco e sostanze più o meno note, o salubri, che riusciva a mantenere nell’operazione, tra una brusca frenata e una curva azzardata, erano ridicole. Ma la ragazza non demordeva.
Ore 17:00 e qualcosa di più
Molliamo lo Squalo in modo grezzo dalle parti dell’entrata, al Moscone Center. Dobbiamo acclimatarci quanto prima, le nostre camicie sgargianti e l’atteggiamento ribelle potrebbero insospettire la folla di fedeli. La tattica è semplice: saltiamo fuori dall’abitacolo brandendo ognuno almeno due iPod, li agitiamo in aria simili a tecnologici hare-krishna, lodando la Mela e il suo operato. La cosa funziona, superiamo lo sbarramento e siamo dentro.
Ore 17:00 e arrangiatevi
A chiunque ci incroci mostriamo il pass e il telepass, cosicché non ci scassino il cass. Prima puntata: aggirare la folla, raggiungere il bar e riempire lo stomaco. Noccioline, queste sì che ci faranno bene, e alcool. Tanto. Qui si freme, sta per incominciare.
Ore 17:44
La vista annebbiata, le orecchie ovattate, il brusio di fondo, Nonostante tutto, nonostante i Melati che affollano come un’orda il salone, vediamo aprirsi le tende, sullo sfondo. Ci siamo, MADRE DI DIO, ci siamo. Saremo mangiati vivi, ci sbraneranno, ci spolperanno, le nostre vuote carcasse saranno calpestate al canto di mille "booong" di avvio dei portatili delle centinaia di presenti! Falliremo, me lo sento, falliremo, per la miseria!
Ore 17:45
Riprendiamo controllo di noi stessi. Ci accodiamo e superiamo le bodyguard. Calmi. Calmi, camuffiamo il sudore sulle nostre fronti, l’aria è pesante, questa gente fa la fighetta ma perlopiù non si lava da almeno due giorni. Sono geek, cristo, me ne stavo dimenticando. Puzzano, ma sono ordinati, sono in fila, sono buone bestie. Ci attirano dentro, il raggio magnetico Apple guida la mandria dentro al salone. Stiamo al gioco, mi dico…
Ore 17:50
Troviamo i nostri posti, piuttosto centrali. L’aria è riempita da musicaccia indie. Forse Mika. Non lo so, non mi interessa, sono troppo preso a discutere con il mio compare di posto, un manzo americano vitaminizzato di 150 chili di pura robustezza, non un filo di grasso. Non vuole saperne di lasciarmi almeno metà del bracciolo che abbiamo in comune. Cristo, la loro fottuta costituzione lo prevede, voglio appoggiare il mio gomito, è mio diritto, maledetto bufalo rasato dalla camicia costosissima e umidiccia…
Ore 17:52
Mescaline sta conversando amabilmente con qualcosa di simile a un surfista redento, l’odore di cera per tavole e olio abbronzante è stucchevole, ma la ragazza sembra persa nei meandri dei suoi bicipiti. il ragazzo le parla con sufficienza, non capisco se sia fatto come un fegatello o sia semplicemente interessato esclusivamente a individui con organi riproduttivi penduli tra le gambe. L’una non esclude l’altra, ovviamente.
Ore 17:55
Ci siamo quasi, forse. In compenso è finito il secondo margarita di Mescaline, che è riuscita a trafugare attraverso l’ingresso. Prendono posto anche alcune mamme con bebé al seguito, Gesù ci siamo, stavo pensando, è l’anno dei sacrifici umani, lo sapevo!
Ore 17:56
Temo da un momento all’altro venga allestito l’altare sacrificale, rigorosamente in plexiglass immacolato, sul quale il sangue di infanti adepti della Mela venga offerto in dono… Maledizione, ho solo una forchetta di plastica come arma per riscattare le loro vite, dovrò essere pronto ad usarla per evitare la strage di innocenti, quando sarà il momento opportuno…
Ore 17:58
Mescaline mi intima di piantarla con le mie paranoie di revanscismo Azteco. La vedo sempre più simile a Quetzalcoatl, il piumaggio multicolore inizia a rigoglire tra le sue ciocche castane di capelli. Merda merda merda, devo stare calmo, CALMO.
Ore 18:00
La folla rumoreggia, partono le prime prove di applausi. Un direttore del coro dirige la clac e la accorda come uno strumento. Il bisonte affianco a me inizia a spazientirsi. Io tento di unirmi al coro facendo notare, poco verosimilmente, che la scritta "There’s something in the Air" è sfocata. Mi risponde, urlando, un fondamentalista, dal fondo: "Mettiti gli occhiali, pagàno infame". Decido di tacere circa le osservazioni fuori dal coro, per il momento…
Ore 18:01
Niente da segnalare, ma l’ora mi ricordava la data di uscita di Cloverfield.
Ore 18:05
Come al solito qualche ritardo. Mescaline suppone che Jobs abbia finito il suo colluttorio al rabarbaro e abbia mandato una carovana dello staff a razziare il primo beauty shop a portata di SUV. Altre voci serpeggiano: c’è chi sostiene che Jobs abbia il raffreddore asinino, chi dice che abbia finito l’acqua gassata, chi dice sia morto ma nel frattempo risorto, e chi lo abbia già visto ascendere nell’alto dei cieli per istruire San Pietro circa l’uso dell’utility "Accesso Portachiavi".
Ore 18:08
Si spengono le luci, come canta Un uomo in frac. La musica si abbassa. Ci siamo! Si comincia.
Ore 18:08 e poco più
La folla è in visibilio, applausi a scena aperta, urla e incitamenti, mal celate eiaculazioni precoci di massa… E io che pensavo di aver visto il massimo del turpe all’apertura dei Saldi…
Ore 18:09
Eccolo! E’ lui! E’ sul palco, interamente ricoperto di stagnola, ha il volto coperto da un cestino per l’immondizia identico a quello presente nella dockbar! Sgomento e inquietudine diffusa.
Il presunto Jobs solleva il copricapo e si rivela: è Steve Ballmer!
La folla non sa se ridere o incitare alla lapidazione.
Ore 18:09 e qualcosina
Ballmer esordisce col discorso, e con fare deciso ma atonale esclama: "ALL YOUR BASE ARE BELONG TO US!".
Il golpe non riesce, un texano per una volta fa la cosa giusta e impallina il ciccione. Esultanza tribale e primitiva della folla, mentre il sangue di Ballmer impiastra stagnola e telone del proiettore… Si prevede un ulteriore ritardo, causa pulizie straordinarie…
Ore 18:15
Ripulito il tutto, dato in pasto alle tartarughe marine il cadavere di Ballmer, la cerimonia riprende.
Ore 18:16
Ci siamo, ci siamo! Eccolo che sale sul palco è… Oddio, ma è lui? E’ Andrea Beggi!
Ore 18:17
Beggi prende la parola, la folla è in puro visibilio, le connessioni WiFi partono come tappi di champagne e le reti Edge divengono visibili con i colori dell’arcobaleno. Beggi calma la folla e mostra il motivo della sua presenza.
Ore 18:18
Beggi mostra l’EEEpc che ha in prova, la folla ammira l’oggetto arcano, per una volta non trattandosi di un accrocchio Apple. Prima che il santissimo protettore di nostra signora WiFi possa completarne l’elogio, Jobs accorre e si pone tra lui e il pubblico, cercando di catalizzare l’attenzione.
Sembra una vecchia zitella, un po’ checca, istericamente mestruata.
Ore 18:18 e giù di lì
Beggi esce di scena, acclamato come il Gladiatore Maximo nel fatale scontro finale con Commodo. Avrà la sua VPN in questa vita o nell’altra… Si ode il verso dell’ippopotamo riecheggiare da dietro le quinte.
Ore 18:20
Dopo l’introduzione, pallosa, Jobs cantilena dei grandissimi exploit raggiunti da Apple. Cifre astronomiche su schermo, grafici iperbolizzanti, folla bagnata e vogliosa.
Ore 18:22
Risultati in borsa strabilianti… bla bla bla… Grandi successi… bla bla bla… Innovazioni… bla bla bla… trilioni di canzoni scaricate… No ma davvero a qualcuno frega di tutta ’sta pappardella? Il bestione al mio fianco gigioneggia, Mescaline tenta di oliare ancora un po’ il galvanizzato surfista.
Ore 18:25
"E ora partiamo davvero." Ah, mi pareva…
Ore 18:25 e nanosecondi a fottersi
"Ci aspettano grandi novità e la serata è BOOM lunga. Sarà FANTASTIC".
Ore 18:26
Si parla di Quicktime 8!
Ore 18:26 ma davvero leggete l’ora?
Nuove funzioni strabilianti, per gli utenti Mac ancora più compatibilità nei vari supporti, nuove modalità di riproduione tra cui la invertita, la casuale, la casuale (nei fotogrammi) e la escludente, ossia capace di escludere attori sgraditi a nostro piacimento da film e filmati (Tom Cruise è definitivamente finito, quindi). Se possibile, tutto ancora più eye candy, siamo al punto di definirlo Eye Diabetes.
Ore 18:27
Importanti novità per gli utenti PC di Quicktime: Apple ha pensato anche a loro e ha inserito due inescludibili e ineluttabili funzioni: "Piccolo Giulio Cesare" e "Waterloo on your PC". La prima funzione inizializza una vera e propria campagna di conquista della vostra taskbar: Quicktime inizia a conquistare cluster su cluster di memoria e si stabilizza permanentemente tra i processi in memoria. Istituiti dazi e imposte imperiali su ogni altro processo che osi anche lontanamente chiedere attenzione dalla CPU.
La seconda funzione entra in gioco qualora l’utente, sprovveduto, tentasse di chiudere forzatamente il processo Quicktime: il programma prende in mano la situazione ed ingaggia una battaglia all’ultimo colpo di cannone con la vostra RAM. "Resistance is BOOM futile".
La folla è in visibilio incontrollato.
Ore 18:32
iTunes 8 con nuove funzioni di streaming, ancora più potente nell’inchiappettarvi la rete AirTunes casalinga. Può essere collegato in remoto wi-fi, ora, anche a televisori HD, lavatrici e lavastoviglie. Leggerà formati .mp4, aac, .doc, .xls e diagrammi di autocad. Per ora mistero sul loro utilizzo. Nel dubbio, la folla esulta senza posa.
Ore 18:35
Nuovi iPod!
Ore 18:35 and counting
iPod Dwarf: touch screen (multi-touch per chi ha dita da neonato), più piccolo dell’iPod Nano e tre volte più capiente, riproduce in dolby surround video anche in HD. Jobs sottolinea: "FAANTASTIC". Sta nella scollatura di un push-up e in riproduzione dolby si adopera per rilasciare ioni di sonora armonia.
Ore 18:37
iPod Touch 2g: multi touch, più brillante nei colori, più sottile, più connettivo, più capiente, più tutto. Anche più caro, qualcuno mormora di un goduriosissimo 599$ per il modello 18giga e 699$ per il 19,5giga. Urla e strepiti di approvazione generale, lancio di candidi reggiseni. Etere fa quasi cadere il portatile. Cerca disperatamente di sniffare una coppa C3 della vicina e poi, colpevole come un mandrillo, mi guarda goduto esclamando "è ancora calda!". Inutile dire che dal palco si scostano un po’ infastiditi. L’unico bianco ammesso è quello iPod. Nemmeno la neve ha diritto.
Ore 18:38
NOVITA’! iPod Stracc’: sottilissimo, multi touch screen anche con una scopa o un’asta dello swiffer, non riproduce né video, né audio, non ha connessione wifi ma in compenso assorbe tre volte la quantità di liquidi di un comune straccio. 399$ il 100 e 499$ il 120 (pollici quadrati, ovvio…). Viene segnalata immediatamente l’apertura di un Apple Store nei pressi di Voghera. Le casalinghe 2.0 smettono lo sciopero della fame indetto e annullano il tatuaggio della Mela sul clitoride. In massa. Steeeev è l’uomo che ti accontenta. Sempre.
Ore 18:40
And BOOM. Finalmente iPhone. Si alzano al cielo gli iPhone illuminati a festa, sembra un concerto di Masini, ma nessuno si sta toccando le palle.
Nuovo formato, migliore aggancio della rete, batteria migliorata e finalmente implementazione di un sistema operativo OSX completo, anche se intuitivo e semplificato. Ridotti i costi e assottigliata la struttura, corretti i molti bug, finalmente aperto agli sviluppatori, in toto. Sarà completamente libero da operatori e programmabile da chiunque abbia un computer superiore a un 486DXII. Disponibile anche in versione Red per aiutare la raccolta delle indulgenze e la lotta all’AIDS.
Per 10$ in più precaricata l’intera discografia dei Beatles, compresi inediti e prime versioni.
200$ la versione base da 40giga, 300$ per quella da 80. Se fate un’offerta in più, avrete anche l’alito di Yoko Ono in boccetta.
Ore 18:41
…No ma ragazzi, avete DAVVERO creduto a quanto abbiamo appena scritto???
Etere disegna i capezzoli al reggiseno rubato mentre il surfista lo guarda di soppiatto ammiccante. Comincio a temere per la prima volta che raccoglierà una Rossa da terra.
Ore 18:45
iPhone 2g: uguale al precedente, più sottile. Per il resto, attaccatevi al tram, tutto invariato! Il pubblico si strappa camicie e capelli dalla contentezza, i MacBook in sala iniziano a figliare a seguito di gravidanze isteriche.
Ore 18:47
Devo disperatamente fare pipì. Steeeev scusa hai uno di quei cosi di D-mail per la parità dei sessi e fare pipì dall’alto? Ho tre bicchieri di Margarita vuoti. Comunque. Si entra nel vivo davvero. "And now, BOOM, we BOOM have something really FANTASTIC, visually speaking, it’s INCREDIBLE and so BOOM, believe me!" Sì, per dio, ti credo. Ogni BOOM che Steeev manda in terra i bicchieri chiedono perdono. E le lenti a contatto si spostano. Abbassiamo sto audio? O c’è anche la cuffia iPod che ti fa da apparecchio acustico?
Ore 18:47 ancora
Sarà il MacBook Aerofagico?
Ore 18:49
NUOVI SCHERMI APPLE! Così sottili da essere quasi flessibili, nuova scocca ultraleggera, design mai visto prima, brillantissimi e consumano meno di una torcia elettrica!
Jobs dice che hanno voluto seguire la filosofia fruttifera dell’iPhone e del Touch: sono sì schermi touchscreen ma visualizzano SOLO ciò che decidono loro, o la Apple. Niente di niente che provenga da terze parti sarà visualizzato su questi schermi.
Un fedelissimo, un grafico, tra sé e sé si domanda se non sia una pura troiata benemerita…
Ore 18:50
George Romero filma il povero grafico dubbioso mentre viene divorato senza pietà dagli altri presenti. Jobs sottolinea come il fuori programma sia assolutamente BOOM FANTASTIC and BOOM BOOM.
Ore 18.51 e quattro scubidubidu
L’A-team ad ologrammi emerge dal taschino del surfista. In qualità di promemoria il gruppo intima in coro di saltellare su un piede al grido di "Eva morse la mela, porca Eva, santa Mela". Signore imbarazzate tappano le orecchie ai rispettivi figli. Etere sniffa popper. Tutto nella norma.
Ore 18:55
Schermi disponibili in 22", 24" e 30". Hanno l’Apple HDCP oltre all’HDCP convenzionale e un tempo di risposta in negativo: -5ms, praticamente non visualizzano immagini, predicono il futuro…
Dal fondo della sala si alza un tech evangelist e con tutta l’aria che ha in corpo ci informa che "IO L’AVEVO DETTO! Sapevo che sarebbe successo!". Due Gorilla gli lanciano una manciata di iPhone Touch. Quello va in botta, convulsiona e si cheta. Ogni tanto oscilla avanti e indietro.
Ore 18:59
Non c’è molto tempo ancora, dice Jobs, ma BOOM abbiamo molte novità per voi, ancora! Se sbadigli ti sbattono fuori. Non sapendo che fare ho usato colla e dentifricio e mi sono inchiodata la mascella.
Ore 19:00
La gente non sta più nella pelle, le carte di credito e i conti in banca sono pronti a svuotarsi al solo sentire quelle paroline magiche. C’è un hype così forte che l’umidità espulsa da ogni presente in sala raggiunge vette invidiabili solo a Namor the Submariner o Aquaman.
Ore 19:05
Jobs blatera con tanti BOOM qui e là. Fatevelo bastare. L’estensione della pezzatura delle sue ascelle è preoccupante, qualche fedelissimo ha già pronte le tanichette per raccogliere le regali emissioni acquose, stile Lourdes.
Ore 19:08
ECCOLO! MacBook Air!
Mostruosamente sottile, memoria solida senza parti mobili, schermo glossy con cancellatore automatico di impronte e ditate, bluray, di tutto, di più! Il bestione mi abbraccia urlando, piange di gioia e mi scotenna accarezzandomi la testa con la grazia di un caimano. Mescaline si fa trascinare e con grazia prende tutti per il culo, osannando anche lei l’oggetto sexy dell’anno. Di secondo nome fa Air Jesus. Profetizza l’immateriale e l’immanente. Piovono dal soffitto gadget: USB montate su Crocifissi, piccole sfere piene d’aria raccolta durante 270 starnuti di Steeeev influenzato e pellicola da imballaggio griffata "Air, u can’t touch. U have to believe."
Ore 19:09
Ripristinata la calma, Jobs parte ad illustrare le BOOM caratteristiche peculiari del gingillo. Ultra sleek, ultra fashion, ultra sensuale, emette anche feromoni o testosteroni a seconda del sesso del proprietario. Esistono versioni lesbo e gay. Perché Cupertino è politicamente corretta. Mica cazzi.
Qualche innocente, in estasi, lo paragona a un’ostia. Miracolo! Miracolo! Grida chi assiste alla scena. Ed eccola lì, la vera ostia 2008 made in Apple, Cupertino…
Ore 19:10
Jobs si siede sul suo FANTASTIC sgabello e inizia il tour delle funzionalità. Mescaline ne approfitta per farsi un giro in bagno. Deve incipriarsi il naso, dice, ma io lo so che in fondo va solo a far pipì, è una brava ragazza.
"Se inventano dio, e lo mettono sul mercato - mi dice - fammi un fischio!"
Ore 19:15
Mille funzioni suonaaate dal veeento, un ultimo bacio, mia dolce Melina…. Uff, qui Jobs parla solo in termini di BOOM e BOOM and BOOM, mentre illustra il potentissimo portatile. Comunque, 13" e 15" i formati, il peso dovrebbe essere inferiori, decisamente, a un MacBook, anche se non ai livelli di un EEEpc. Si ode di nuovo il verso dell’ippopotamo da dietro le quinte.
Ore 19:18
Fila come una scheggia, ma mi sto iniziando a rompere, non so voi… Mescaline si struscia sul surfista gaio e riprende posto. Inizio a roteare la forchetta di plastica del baretto tra le dita. Intanto sul palco mostrano la nuova feature del telecomandino apple. Se cliccate in combo play e fwd il vostro Mac emetterà un sensuale "bip-bup" e si auto-custodirà per voi come un’ostrica. Insomma, un lock e autocriptaggio delle informazioni con lo stesso sforzo con cui chiudete i vostri Suv.
Ore 19:20
Jobs invita benignamente sul BOOM palco alcuni collaboratori preziosi per lo sviluppo del MacBook Air. La gente vuole solo Steve, quindi ascolta senza esser trascinata… Come la capisco. La pellicola regalata come gadget muta ora forma mentre la teniamo in mano, compaiono segnali luminosi che indicano il senso in cui inserire il proprio MBAir. Steve sorride sornione nel bearsi dell’"ohhh" generale.
Ore 19:26
Finita la parentesi degli interventi esterni, mentre Mescaline se ne rolla un’altra, tanto nessuno bada a lei, presi come sono tutti dallo charme dell’Uomo di Cupertino! Riprende la dimostrazione delle potenzialità delle nuove bestioline multitouch.
Ore 19:28
Jobs apre mille applicazioni, telefona a Wozniak e gli fa un simpatico scherzo telefonico: si finge operatore dei paramedici e lo avvisa che la madre e il padre sono appena morti in un simpatico BOOM rogo ferroviario.
Ore 19:29
Si chiude la telefonata via wi-fi con un simpatico "IT’S SIMPLY FANTASTIC, IT’S AMAZING" sul pianto disperato di Wozniak.
Ore 19:31
Provati per voi il nuovo Mail, il miglior Finder, Automator (che continua ad essere la cosa più inutile mai concepita, ma è più veloce nel rendersi inutile, ora).
Ore 19:36
In meno di 5 minuti Jobs ha rimontato, con iMovie, il Padrino e il Signore degli Anelli, assieme, senza alcun rallentamento. Ora sta cercando di montare "LOSER" di Beck su un video promozionale di Microsoft. Jobs temporeggia bevendo spuma, guarda il pubblico e con capo mezzo inclinato a destra dice che per la prima volta nella storia della sua carriera ha deciso di fare un passo indietro. E disabilitare il capslock ritardato (hm, scivolone in traduzione o doppiogioco dell’imbattibile?) dalle nuove tastiere super fashion. Pare che abbiano ricevuto milioni di mail di utenti insoddisfatti. L’unica vera verità che io non posso condividere con loro, è che è stata la mia socia a fare del sano email bombing per ottenere l’annullamento di ciò che la nevrotizzava da quando era nato.
Ore 19:37
Il prezzo? da 1799. Godete, stronzi; ballate, bastardi! E non lamentatevi: c’è una tecnologia della madonna dentro. O chi per lei…
Nel frattempo, un incauto fedelissimo, assolutamente sbalordito dalla potenza dei nuovi Mac, si lascia scappare un "Wow!". Viene garottato all’istante, scambiato per un infiltrato della campagna promozionale di Windows Vista.
Ore 19:38
Ci siamo, si avvicina la conclusione dell’evento, non ci sono altre novità. La folla urla e strepita, applaude, intona canti propiziatorii per il mercato globale, gli economisti presenti hanno calcolato un aumento di 3 punti percentuale, minimi, per ogni vocale pronunciata da Jobs e circa 1,7 punti di perdita in picchiata per Microsoft ad ogni consonante emessa dall’Altissimo. Jobs tenta di calmare le acque per continuare a parlare. Mescaline mi afferra per un braccio, mentre dalle stimmate di Steve inizia a fuoriuscire il santo liquido purpureo, e mi fa capire che è ora di agire. O adesso, o mai più.
Ore 19:39
[sulle note di Momenti di Gloria] Dalle parole di Mescaline, tempo dopo: "Il suo berretto gli teneva troppo caldo, gli limitava la visuale. E lui doveva vedere lontano. - getta a terra il cappello - Il suo Powerbook era pesante, lo sbilanciava. - lascia cadere il portatile, senza curarsene - E il suo bersaglio era lontano. - fissa Steve Jobs intensamente- "
Ore 19:39 e attimi interminabili
Etere: "MESCALINEEE!" La compare sbuca dal mucchio festante e trafigge una bodyguard con uno spillone per capelli. Etere carica la sua forchetta di plastica. E Jobs lo vede.
Ore 19:39 e tanto ralenti
La forchetta di plastica vibra nell’aria calda del salone, i volti sgomenti degli Apple Fan seguono la sua traiettoria mortale, trattenendo il fiato.
Ore 19:40
La forchetta sfregia la barba incolta di Jobs, che si volta inorridito urlando "AND BOOOOOOOOOOOOOMMMM!". La folla ci è addosso…
Ore 19:45
Col diavolo in corpo e razzi nel culo, voliamo fuori dal Moscone Center, inseguiti da qualcosa di decisamente più temibile dei 300 spartani e ben più incazzato dei milioni di persiani. Una sassaiola di vecchi iPod ci raggiunge, poi l’artiglieria degli inseguitori inizia a tirarci addosso i mighty mouse come frombole… Raggiungiamo lo Squalo a fatica, seminando i fondamentalisti Apple e i loro FANTASTIC di vendetta.
E ci rimettiamo in viaggio, ancora una volta strafatti ma vivi. And WROOMM.