Rido.
Forte.
Ma molto.

Non so perché, è una strana reazione spontanea, forse mi piace guardare le facce di chi assume lo stesso, identico, tono tragico che ci si aspetterebbe dall’affondamento di un transatlantico sotto i propri piedi, e per controbilanciarne l’aria greve io rido.

Ora vi spiego perché Etere non vota.
Perché il mio non è un ragionamento "de panza", non è un "non voto" sull’emozione, assolutamente. Chi guarda solo attraverso un vetrino la situazione attuale, al massimo dalle dimissioni di Mastella in poi, non capirebbe.
Io parto da prima, molto prima. Quando per giungere a quel memorabile "undici regioni a due" (o tre) a favore del centrosinistra dovetti turarmi ogni poro della pelle e votare un’ameba incomunicativa e passiva come solo Burlando, attuale presidente della Regione Liguria, ha saputo essere. Tura il naso (e se avete presente il mio, di naso, capite lo sforzo necessario…) e metti la crocetta. Soddisfazioni ottenute da tal segno, pochissime, se non un viscerale e immediato senso di goduria nel vedere le regioni tinteggiarsi una a una di rosso. Anzi, un rosé, a ben pensarci, oggi.
Dopo di ciò, fine.

Si torna alle urne per le primarie del centrosinistra. Seguo lo slogan di Scalfarotto e "per non tapparmi il naso" gli do la mia fiducia, sapendo di non votare certo per il futuro premier. Secondo, dietro all’annunciatissimo Prodi, si figura il capro espiatorio in potenza, Mastella.
Si vota sul serio, faccio lo scrutatore digitale e scopro che vinciamo le elezioni per un soffio. Inseguendo il cuore avevo votato Rifondazione, sperando che il mio pensiero politico non venisse né deluso né abbandonato in corso d’opera. La mia fiducia è moderatissima, ma l’idea di togliere Berlusconi dal suo scranno è forte, così mi dico che Prodi andrà bene. Pacche sulle spalle sostituiscono le martellate sulle palle dei cinque anni precedenti.

Se è andato bene, non lo so. Complimenti alla sinistra comunicatrice.
Giuro, non lo so, non fingo di ignorarlo. Mi basta pensare che, alla fine, non si è toccato il conflitto di interessi, la riforma tv, quella elettorale, lo stato non è meno chiesizzato di prima e gli inciuci continuano. Il decreto Pisanu è riconfermato, anche se pare che il deficit (o debito? La confusione continua…) si sia appianato. Mi deludono. E Mastella è ministro della Giustizia, con l’utilissimo indulto.
Devo proseguire?

Ora, con che coraggio andare alle urne?
Parliamoci fuori dai denti: le schede bianche, o nulle, non contano un cazzo per telegiornali e informazione tradizionale. Scendete dalla vostra Utopia 2.0, per favore. Mio nonno i blog non li segue, mia nonna vive di rotocalchi, mia madre considera Fazio informazione libera. E’ l’astensionismo che può farcela, il segnale che può spuntarla sulle pagine o sui titoli dei tg, secondo me.

E poi, a forza di tapparsi il naso, si resta senza fiato. E di far morire asfissiato il mio orgoglio, proprio non mi va.
Di votare ancora per masse di arrangioni inaffidabili, di sponsorizzare con la mia crocetta inutili rigiri di compromessi, NO.
E ci ho ragionato, giuro davvero. Non è sentimento, né emozione traditrice che si spegne presto: io non voto, per questa gente non voto, non mi rappresentano, nessuno, da Franca Rame a Borghezio.

Le stronzate stile "Fattoria degli Animali", ossia sventolare lo spauracchio del perfido Jones e del suo fantomatico e crudele ritorno (Berlusconi) per far votare ancora a sinistra (che a destra, no, MAI voterò) non rendono più forte un paese - sveglia! - né nobilitano un agire e una classe politica.
Semmai, indeboliscono le idee e lasciano poltrire le coscienze, svilendo la forza da una voglia di politica che va scemando con una velocità imbarazzante.

Tappatevi il naso voi, crocettate ancora chi non farà la vostra voce (in un’occasione ho pure votato Radicali… PANNELLA, cazzo, capite a che punti sto?) per allontanare lo spauracchio di una destra cattiva, gretta e miserabile. Problema: non è che la sinistra si sia dimostrata lungimirante. O meno ridicola. O, semplicemente, non è che la sinistra si sia dimostrata così sinistra, in fin dei conti.

Colpa anche mia, colpa di chi, comunque, per allontanare il ghigno mascarato di Berlusconi ha preferito accantonare l’insoddisfazione politica e segnare correttamente due schede elettorali. Ora ne paghiamo le conseguenze, ora vi divertite voi a chiedervi come mai Mastella fa il rodeo col culo dell’ex maggioranza e Dini salta dall’altra parte appena sente l’acqua salmastra bagnargli i calzini.
O Rutelli entusiasmarsi per italia.it (EHI, gente 2.0, cazzo, SVEGLIA, parlo a voi, eh) per poi far miseramente chiudere il portale con uno spreco di circa 7 milioni di euro, dopo averne stanziato un ottimistico 45 milioni, se non erro.

Non voto. Quel timbro sulla tessera elettorale, stavolta, non lo voglio.
Non voglio chiedermi ancora, colpevolmente, a chi abbia miseramente dato retta illudendomi di un qualsivoglia progresso.
Per favore, con questa classe, o casta, politica proprio non si può.

Non voto.