«Ho maledettamente bisogno di disegnare, tieni il volante!»
«C… Che cavolo stai facendo, maledetto rincoglionito?»
Il Piccolo Squalo Rosso iniziò a zigzagare per l’asfalto eroso, mentre Mescaline, controvoglia, tentava di tenerlo dritto sulla carreggiata.
Aprii il cassettino del lato passeggero; in quel momento io e la junkie sembravamo più impegnati in una intricata e tridimensionale fase di gioco a Twister: la ruota aveva decretato "piedi sui pedali" "costole sul cambio" e, finalmente, "mani sul cassettino". Alla compare sembrava fosse andata meglio, tuttosommato, anche se doveva sopportare l’ingombrante presenza del sottoscritto, mentre armeggiavo con la serratura incastrata dello sportello.
Aprendo il malefico accrocchio con un cazzotto, il cui rinculo permise al freno a mano di ispezionarmi a fondo la pleura, mentre fogli sgualciti e ritagli di carta si innalzavano turbinando fuori dal finestrino.
Maledetti finestrini aperti, dannate correnti d’aria!
Mescaline era allo stremo della sopportazione per le mie farcite e colorite imprecazioni, così mi convinse a tornare al mio posto con l’efficace aiuto di persuasive ginocchiate sullo sterno.
Non avevo fogli, e l’ispirazione rombava ancora tra i labirinti del cervello. Potevo esimermi dal soccorrerla e lasciarla congelare tra quelle pareti come Nicholson in Shining? Giammai!
«Senti bella, io qui devo sfogare la mia incondizionata creatività, e non ci sarà modo, stavolta, di impedirmelo. Quindi vedi di essere più collaborativa, almeno per cinque minuti cinque!»
«Eccheccristo, quando fai così è impossibile ragionare… E sia, che diavolo vuoi che faccia? Scordati di scarabocchiarmi la biancheria intima, pezzo di pervertito ubriaco, vedi di uscirtene con qualcosa di sensato e fattibile.»
Invocai l’aiuto di un santo disconosciuto da ogni chiesa, protettore degli arrangioni e ispiratore di grandi imprese con piccoli mezzi.
«Oh potente Angus! Possa il tuo spirito guidarmi verso la soluzione di questo dilemma, possa la tua saggezza smanettona dirigere la mia creatività verso un florido e salubre lido! Come riconoscente offerta ti porgo questo accendino scarico e un fermaglio per capelli, sperando siano di tuo gradimento e grande utilità.»
E, come sempre in questi casi, il bisogno primordiale di fare arte trovò sfoghi inaspettati, di cui riportiamo testimonianza qui di seguito.
You wanted the best, you got the best!
(Volete che anche il vostro mac in alluminio anodizzato venga tatuato a vostro piacimento? Parliamone… Batcountry Tattoo! Mescaline, nel frattempo, beve Mohito, incredula…)
fantastico!!
adoro questi sfoghi d’arte…
Comment by Luca Moretto — January 27, 2008 @ 3:32 pm
Incredibile cosa possano fare un paio di cutter e la punta di un compasso, vero?
Grazie per il commento!
Comment by Etere — January 27, 2008 @ 3:36 pm
Bellooooooooooooooooooo!!!
Ispirato dal macbook di Leah Culver? Lei ci aveva messo i loghi degli sponsor però… i Kiss mi sembrano decisamente una scelta migliore
Posso solo “consolarmi” del fatto che sul mio macbook nero i tatuaggi non verrebbero
Comment by Riccardo — January 27, 2008 @ 3:43 pm
Sì, una delle due “ispirazioni” era la ragazza in questione. L’altra era un negozio parigino che incide disegni o quant’altro, al laser, su prodotti Apple.
Solo che io ho preferito un lavoro da cavernicolo al moderno laser, ecco
Magari un giorno potrò permettermi il macchinario per le incisioni e allora… Chissà!
Ciao!
Comment by Etere — January 27, 2008 @ 3:50 pm