Basta, dai, che domani devo alzarmi presto.
E sì il Gonzo, e i Gonzi e tutto, e come mai non scrivete, ohé ma vi date una mossa e altrettanti spintoni di incoraggiamento. Non bastano, non servono.
Ultimamente la cosa più bella che mi sia capitata, per assurdo, congiuntamente alla tragedia del vedersi sparire un’intera libreria di iPhoto, è che la morte dell’hard disk, forse prematura, forse no, s’è portata con sé i miei rss.
Tutti, tanti, finalmente.
Niente più blog, tranne gli sparuti amici, che non riguardino arte, disegno, fumetto e animazione. Il resto, la blogosfera italiana, i guru e le solite cose che qui andiamo come sempre attaccando mestamente e forse, ultimamente, in modo un po’ emo, spazzate via.
Se non fosse per qualche avvenimento, passatomi da Mescaline sottoforma di link, me ne fregherei altamente veramente di tutto.
Vorrei dire che ci sono persone meritevoli, eccetera eccetera. In realtà noto che le persone che leggevo, le poche meritevoli, erano meritevoli indipendentemente dal loro essere "famose blogstar". Per cui, mi son detto, chissenefrega, non se ne abbiano a male se preferisco loro ai loro blog.
A differenza di gente che, tanto per dire, scarta o promuove un ristorante a seconda del sito che ha, non a seconda della qualità culinaria. E me ne fotto se era una battuta, la dice comunque lunga.
A me spiace, davvero, avere un brivido di fastidio lungo la schiena, oggigiorno, quando sento la parola "rete" o "blog". Quando mi brucia lo stomaco al sentire parole straniere e così "cool" sostituire banali parole italiane.
Festa in casa - House swarming, tanto per dire.
Sto tornando giovane, sto tornando bambino, e di questa cosa ho bisogno. Torno alle matite, ai colori, alla carta, ai righelli, a disegnare solo ed esclusivamente in modo tattile, sensibile, caldo. Sento i profumi della china, le bestemmie delle cancellature, lo sporco dei bozzetti. Accantono la tavoletta grafica, uso il mac solo per ispirazione.
Se il fumetto, un giorno, sarà la mia strada? Non lo so. Ma lo spero.
Ho ventiquattro anni, e sono piccolo. Torno ancora più piccolo ma consapevole, deciso a non scrivere più per un po’, qui. A fare l’ingenuo, per carità, che comunque non ha capito nulla e lo sa, che sa che il mondo in cui tra due anni (si spera) entrerà è un mondo del lavoro già in crisi e tutt’altro che sereno, a cui la rete non sta dando un cazzo, se non una poco efficace vetrina.
La rete non ha rivoluzionato il fumetto, è la mia risposta definitiva. Quindi, tantovale, non perderci più tempo del dovuto. Con la rete sociale, ovvio.
Ma se fegato marcio sarà, sarà per un sogno che inseguo, sento mio, voglio sia mio e basta, pronto a sfondarmi lo stomaco di rabbia per salire un po’ più su verso i miei obiettivi, e credo non ci sia nulla di male. Cadere, sbattere, deludermi, essere incoraggiato… Solo allora avrà un senso e sarà un prezzo da pagare, non una tassa, non una multa.
Posso farmi sangue marcio pensando a editori, disegnatori, autori, illustratori. Ma di farmi sangue marcio per pandemie, catepolle, espertoni del vuoto, ninne, troie, scrittori imbranati e vignettisti scadenti… No, scusate, non è il mio ruolo, né il mio posto. Non ne posso più.
Colpa mia, forse. Dovrei fregarmene, ma non ne posso più di aprire l’editor di testo con una smorfia di fastidio sul volto.
Buon bloggin’ a tutti.
sti cazzi. mangiato acido tesoro?
Comment by Mescaline — March 18, 2008 @ 10:30 am
bene così allora, ma almeno teniamoci in contatto via mail…
PS comunque hai ragione bisogna anche un po’ disintossicarsi
Comment by pietro — March 18, 2008 @ 12:21 pm
Sempre efficace. Tutto condivisibile.
Comment by radiowaves — April 3, 2008 @ 10:17 am