...Se state ascoltando questo nastro significa che, qualunque cosa sia successa, è successa per un motivo. Sconosciuto, forse, ma per un motivo.
Magari vorreste capirci qualcosa, sapere chi ha inciso queste parole; o forse vi state chiedendo se, qualunque impresa sia stata tentata, l'abbiamo portata a termine, segnando il volto della blogosfera con la nostra, personale cicatrice.
Continuate a far girare il nastro, ingurgitate un paio di acidi e le idee, forse, saranno più chiare.
La nostra avventura è partita un minuto esatto prima della mezzanotte del 24 Gennaio 2007: Etere sale a bordo della sua vettura, il Piccolo Squalo Rosso, e raccoglie Mescaline, sfuggendo alla polizia. I due sono stufi di tutto ciò che li circonda e hanno solo una voglia smodata di andarsene, di girare la blogosfera e capire che diavolo stia succedendo in questo paese malandato.
Il viaggio, in nome della libertà di espressione, della libertà di critica, della libertà di strafarsi di qualunque sostanza alteri la buia e grigia realtà circostante, ha inizio. Il delirio attanaglia presto le menti sovraccariche di informazioni: la voglia di uscire, di fuggire, li spinge sempre più in là, calcando il pedale sull'acceleratore; manca ancora una direzione chiara da percorrere e, forse, non ci sarebbe mai stata.
Etere e Mescaline girano da un motel all'altro, ritagliando giornali, spizzicando articoli, provando a mettere assieme parole su carta o su schermo. Ma spingendosi fin dove? Gli abusi di sostanze prendono facilmente il sopravvento, nella disperata ricerca di un verso in cui puntare la Grande Freccia della nostra ricerca.
La delusione cresce, l'insoddisfazione morde e non allenta la presa. I due Gonzo Journalist finiscono anche per separarsi, temporaneamente. Etere, da una sperduta cabina telefonica, tenta di tranquillizzare Mescaline: la sua ricerca di una motivazione lo aveva portato sui monti, innevati, e il rientro presso la compare non sarebbe di certo stato facile. Se non fosse che una foto, per capriccio del destino, li avrebbe rimessi in carreggiata una volta per tutte, facendo ripartire lo Squalo Rosso.
E un incontro fortunato dà loro il primo obiettivo tangibile su cui indagare, presso cui trovare il Sogno della Blogosfera in azione. A una cena a base di carne grigliata vengono formalmente precettati per lo ZenaCamp, l'evento blogger genovese, e iniziano i preparativi, di certo non ordinari né normali.
Mescaline riesce, col suo appeal e i suoi agganci, a procacciare le risorse necessarie e un alloggio degno di nota dove sistemarsi in attesa dell'Evento, dando fondo alla carta di credito e rifacendo a modo loro il look alla suite che li ospita. Ma, ovviamente, tra un delirio e l'altro, il giorno arriva fatidico.
Allo ZenaCamp i due trovano una marea di blogger: conoscono volti, indagano i misteri della blogosfera e cercano di dare un'identità a questo enorme serpentone mediatico fatto di personalità, di parole, di facce. Restano abbastanza colpiti (Mescaline resta anche parecchio immortalata) ma anche impensieriti e sanno che, in fondo, lo ZenaCamp per loro è solo una prima tappa nei meandri del Sogno della Blogosfera; altre sarebbero presto spuntate all'orizzonte, illuminate dai fari dello Squalo Rosso.
Fino a qualche giorno fa, Etere e Mescaline si stavano ingozzando di pesce, tastando la pace dei sensi in prodotti ittici anziché lisergici, in attesa che l'ispirazione li cogliesse per premere a fondo l'acceleratore e far tuffare lo Squalo in nuove acque torbide.
Ma dalla suite inizia il bisogno di fuggire: il flush day viene deciso e "lo scappone" dall'hotel si rivela necessario; Etere ha modo di ottenere permessi stampa nuovi e un cambio di prenotazione, presso un altro hotel, al fine di recarsi con la compare al letterario LitCamp ed esser parte, così, di un secondo evento blogger di una certa portata. Quasi due in un colpo solo: avrebbero resistito?
Sì, avrebbero resistito: spossati dalla calura, dall'aura cittadina, dal viaggio i due Gonzi si sarebbero indomitamente infiltrati nelle pieghe letterarie della blogosfera. Di negroni, autoctoni e libercoli si sarebbe parlato, in un rimpallo di impressioni e fogli stropicciati.
Il problema, semmai, sarebbe stato la sedentarietà improvvisa: Mescaline, decisa a seguire lei stessa una traccia, una 'pista', si lancia in una caccia al tesoro, so to speak, lasciando Etere a fare i conti con l'altro se stesso: quello figo e maudit. Convinto del suo ruolo, di collega affidabile ma soprattutto di amico fraterno, il Gonzo afferra il volante dello Squalo e recupera la smorta compare di viaggio. Anche lei, a quanto pare, non così solitaria.
Ma cosa fare, quindi? La soffiata sarà stata affidabile? Non lo sapremo mai, di sicuro qualcosa sarebbe arrivato: il FemCamp bolognese. Il "non del tutto inaspettato" avviene, e Mescaline lascia che le sue dita battano lettere impresse per bene sulla faccia malsana del femminismo fuori luogo, ottenendo graditi consensi ad ampio raggio per il suo reportage. Ricacciate nel loro antro le acidule donne, è ora di affrontare nuovamente la voglia di fuga: destinazione futura, tutta mescalinica, Russia.